Gaia Adducchio

Dopo aver conseguito un diploma in “Fotografia di Base” presso la Scuola Romana di Fotografia di Roma, spinta dall’esigenza di un percorso formativo come regista cinematografica, nel 2003/2004 Gaia Adducchio si trasferisce nella Repubblica Ceca dove si diploma presso la FAMU, la Scuola Nazionale di Cinema di Praga. In quell’occasione le viene permesso, fra le altre cose, di seguire corsi integrativi su tecniche e linguaggio fotografico che le permettono un ulteriore approfondimento della materia.
Tornata in Italia, si concentra sull’ ambito cinematografico e televisivo, 2008/2009 lavora per diverse stagioni come regista documentarista per RAI Educational, 2009/2011 due suoi lavori, lo sviluppo di un film di finzione e la realizzazione di un documentario, le vengono riconosciuti di “Interesse Culturale” dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali. Quest’ultimo, “La terra negli occhi”, suo primo documentario viene selezionato come parte della “Vetrina dei giovani cineasti italiani” al Festival Internazionale del Film di Roma 2011.
Non dimentica della sua grande passione per la fotografia, decide nel 2013/2014 di iscriversi al “Corso di Fotografia Avanzata” presso il Centro Sperimentale di Fotografia (Adams) a Roma, grazie al quale nell’ultimo anno ha potuto emanciparsi da una fotografia amatoriale e concentrarsi in chiave più artistica su questo elegante e prezioso mezzo espressivo. Una serie di 6 fotografie sul tema della paternità vengono esposte come menzione speciale all’interno del concorso “Gioco di Specchi – L’uno e il suo contrario” presso Cascina Farsetti Art 2014.
Nel 2015 oltre a realizzare la sua prima regia teatrale “Il giuramento” grazie ad una residenza vinta presso il Teatro Studio 1 di Roma, segue il corso di “Street Photography” sempre presso il Centro Sperimentale di Fotografia (Adams), dove scopre il piacere per la sperimentazione fotografica e l’amore ritrovato per la fotografia analogica.

Gaia AdducchioGaia AdducchioGaia Adducchio


Olmo Amato

Sono nato a Roma nel 1986, mi sono laureato in neurobiologia all’Università La Sapienza nel marzo del 2012. Parallelamente agli studi universitari, mi sono dedicato alla fotografia e alla sperimentazione di tecniche di manipolazione digitale e fotomontaggio. Sono fotografo e videomaker professionista dal 2010, mi occupo di post-produzione e didattica. Sono curatore di archivi fotografici e specializzato in stampa digitale fine-art. Lavoro dal 2010 come fotografo e operatore video per la Fondazione Sigma- Tau, documentando eventi di carattere scientifico-divulgativo. Dal 2011 ho realizzato laboratori didattici di fotografia per ragazzi presso le Biblioteche di Roma. Collaboro con il Fondo Alberto Moravia occupandomi dell’archivio fotografico dell’associazione. Dal 2010 a oggi ha realizzato diversi progetti personali tra cui “Sogni, memorie e incubi dalla metropoli”, selezionato allo Young Illustrators Award 2014 di Berlino, e “Rinascite”.

Olmo AmatoOlmo AmatoOlmo Amato


Angela Maria Antuono

Si diceva che il ’66, anno della mia nascita, fosse stato l’anno del diavolo,
che fosse stato un anno maledetto; era facile quindi, associare l’essere artista con questa data da parte di chi ,osservando le mie peripezie artistiche, cercava una “giustificazione”alla cosa .
Il paese Caianello , dell’Alto casertano,è geograficamente collocato quasi ai confini con il Lazio, dopo Teano , che, notoriamente,è più famoso , per via di “quell’incontro” storico; ma il mio era famoso per il suo casello autostradale ,e , soprattutto, per il vento.
Altro Caianello non offriva, se non un collegamento stradale che univa il Nord con il Sud; solo stradale, il resto era immutabile e , sotto certi aspetti, lo è ancora . Anni dopo ,ho varcato i confini studiando nel Lazio dove adesso lavoro; in quell’Agro Pontino che ha la sua ben nota storia; ho alle spalle s un percorso difficile di studi, quello dell’Arte ;il Liceo Artistico, l’Accademia di Belle Arti, e, per chiudere un cerchio ideale, l’Istituto d’Arte .
La mia forza creativa è passata dalla materia del colore, dell’argilla, del legno e della vernice rubata nel soffitto dei nonni, alla fotografia a “pellicola”, si può dire? Negli anni a venire proprio con la fotografia ho avuto dei riconoscimenti importanti che mi hanno aiutato a supportare la ricerca di tale bellezza; con la Fiaf a Bibbiena ,S.Felice sul Panaro, ancora Bibbiena, poi il Premio Giacomelli,con Farfanella e Il matrimonio di Farfanella, e Castelnuovo di Garfagnana,per ricordarne solo alcuni,in giro per l’Italia fotografica. Ho conosciuto grandi fotografi che guardavo ammirata a casa tra le edizioni economiche sulla fotografia d’autore,come Cito e altri ,la giovane fotografia di Marrozzini, la bellezza incantata delle grandi fotografe.. Ho arricchito il mio piccolo mondo provinciale di nuova forza, attraverso la scrittura dei critici Fiaf.

Angela Maria AntuonoAngela Maria AntuonoAngela Maria Antuono


Federico Dalla Battista

Nato a Trento, studente in Australia per un anno poi a Pisa e ora a Roma
Laureato in scienze dei beni culturali all’università di Pisa. Da alcuni anni sperimenta la tecnica di stampa in camera oscura.
Attualmente frequenta il Master di fotografia generale e il master di fotografia pubblicitaria presso il Centro Sperimentale di Fotografia Adams, continua a sperimentare in camera oscura ed è iscritto al corso di laurea di arti visive a Bologna.

Federico Della BattistaFederico Della BattistaFederico Della Battista


Luisa Briganti

Luisa Briganti lavora come fotografa, prediligendo l’analogico. E’ responsabile del Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma, nella quale è docente dei corsi Master e dei corsi di antiche tecniche di stampa e camera oscura.

Curatrice della promozione degli allievi del centro.

Al sua attivo innumerevoli mostra tra le quali: Assolo metropolitano (i pendolari di quartiere dopo l’11 settembre), i luoghi della memoria (omaggio a Pierpaolo Pasolini).

Ha esposto presso il Fotografia Festival Internazionale di Roma, la settimana della cultura italiana presso l’Università di Pechino. In altre rassegne e manifestazioni espositive. Nel 2012/2013 ha ideato per gli allievi del Centro Sperimentale di Fotografia il Rebirth- day a Roma (evento ideato da Michelangelo Pistoletto)

Luisa BrigantiLuisa BrigantiLuisa Briganti


Sara Camilli

Sono Sara Camilli, ho 30 anni e sono laureata in antropologia storia e linguaggi delle immagini, laurea magistrale. Nell’ambito accademico universitario ho realizzato diversi progetti fotografici improntati sull’analisi della costruzione delle immagini ai fini di ricercare come si strutturano e veicolano comunicazioni attraverso l’uso della fotografia. In particolare ho realizzato un video di 10 minuti, girato a l’Aquila, qualche giorno dopo il terremoto per ricercare come il dolore viene tradotto in immagini e viene codificato per esser condiviso dalla comunità, ragionando successivamente sull’utilizzo della fotografia nella rappresentazione del dolore tra etica ed estetica. Ho lavorato per 9 mesi in una casa famiglia per immigrati minori stranieri da settembre 2011 a giugno 2012 tenendo un corso di fotografia per gli utenti della casa famiglia. Ho cercato di utilizzare la funzione identitaria della fotografia, un vedersi esistere attraverso le immagini che in quel contesto di spaesamento sia geografico che culturale andava a creare e/o rafforzare sentimenti di comunità e consapevolezza. Ho realizzato per questa associazione un reportage sul cricket, sport praticato dalla maggioranza dei ragazzi residenti nella casa. Il risultato del lavoro è convogliato in una mostra fotografica in un locale sito a Circo Massimo Roma con a seguito un convegno sull’integrazione e la possibilità di creare un integrazione sociale attraverso l’uso della fotografia. Ho insegnato fotografia a ragazzi dai 17 ai 20 anni in una associazione culturale a Pomezia per ragazzi con difficoltà economiche, portandoli poi a realizzare una mostra in cui erano esposti i loro progetti. A giugno 2014 termino il mio percorso all’interno di officine fotografiche seguendo un master di fotogiornalismo, affrontando una tematica molto vicina al mio punto d’interesse che è la marginalità e tutte le dinamiche sociali che ruotano intorno alla vita di confine in un contesto strutturato come il nostro. A novembre 2015 vinco una borsa di studio al centro sperimentale di fotografia Adams che mi rende possibile continuare i miei studi nell’ambito del fotogiornalismo. Attualmente seguo un’occupazione abitativa all’interno di un quartiere periferico di Roma est. Il Quarticciolo. Non ho mai distanziato la fotografia dalla ricerca antropologica. Sono ambiti e strumenti che si compenetrano e si mischiano prendendo qualità e potenzialità gli uni dagli altri. La conoscenza, il dialogo, il tempo utilizzato per conoscere la realtà che voglio raccontare, l’immersione quasi totale nel contesto che ho deciso di analizzare, l’attesa che sa di avvicinamento, sono parti fondamentali e di presentazione di ogni lavoro fotografico che intendo realizzare. Mi hanno chiesto molto volte perché fotografo. Ho risposto che ho sempre “visto” fotografie, vedo quello che mi scorre davanti in fotogrammi. Ho semplicemente accostato all’occhio la macchina e messo a frutto la mia passione per la mia disciplina antropologica.

Sara CamilliSara CamilliSara Camilli


Mario Dondero

Di origini genovesi, è una delle più originali figure del fotogiornalismo contemporaneo.
Giovanissimo partigiano nella Val d’Ossola, si è accostato molto presto al giornalismo, prima scritto poi fotografico, iniziando a collaborare nei primi anni Cinquanta a “L’Avanti”, “l’Unità “Milano Sera”, “Le Ore”.
Legato al cosiddetto gruppo dei “Giamaicani (i frequentatori del Bar Jamaica a Milano, di cui è presidente: Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Niccolai, Carlo Bavagnoli, Ugo Mulas, Uliano Lucas), nel 1955 si sposta a Parigi dove collabora con “L’Espresso”, “L’Illustrazione Italiana”, “Le Monde”, “Le Nouvel Observateur”. Frequenta e ritrae scrittori e intellettuali francesi (Roland Topor, Claude Mauriac, Daniel Pennac, Jeshar Kemal).
Tra le sue foto più celebri, quella del gruppo degli scrittori del Nouveau roman scattata a Parigi nell’ottobre del 1959 davanti alla sede delle Editions de Minuit (Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jérôme Lindon,Robert Pinget, Claude Ollier).
Il suo interesse per l’Africa si è manifestato attraverso la collaborazione alle riviste Jeune Afrique, Afrique-Asie, Demain l’Afrique. In Francia, a metà degli anni Cinquanta, ha collaborato a Regards (la leggendaria rivista comunista che pubblicò fra le prime le fotografie di Robert Capa e Gerda Taro sulla guerra di Spagna). Ha poi lavorato da Parigi per Il Giorno nel periodo della Guerra d’Algeria.
In Italia ha collaborato a lungo con Vie Nuove, Tempo illustrato, L’Europeo, L’Espresso, Epoca sia all’epoca in cui la rivista era diretta da Enzo Biagi sia in quello più recente in cui fu diretta da Carlo Rognoni. Dalla loro nascita ha iniziato a pubblicare sul quotidiano il manifesto e sul settimanale Diario di Enrico Deaglio.
Negli anni Sessanta ha realizzato alcune “fotostorie” per La Tv dei ragazzi (Rai) e alcuni corti per l’Antenna cinematografica del PCI Unitelefilm. Appassionato di radiofonia ha collaborato con la sezione italiana della Bbc e recentemente ha condotto con Emanuele Giordana alcune trasmissioni di per Radio3 (Rai) dedicate alla storia del fotogiornalismo (2012-2013).
Ha esposto le sue fotografie in moltissime occasioni e in tantissime città italiane e straniere. Noto per il suo impegno civile e sociale, ha documentato in Afghanistan il lavoro delle équipe mediche di Emergency, di cui è un attivo sostenitore. Ha realizzato un inserto fotografico sul disastro della motonave Elisabetta Montanari per il libro Il costo della vita. Storia di una tragedia operaia di Angelo Ferracuti, pubblicato da Einaudi nel 2013
È Camallo Onorario della Compagnia unica dei portuali genovesi e Socio Onorario dell’Accademia di Brera. Mario Dondero attualmente vive a Fermo, nelle Marche.

Mario DonderoMario DonderoMario Dondero - Afghanistan


Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

“Forcella” è nato dalla collaborazione di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni.
I due fotografi si occupano principalmente di documentare tematiche contemporanee, seguendo parallelamente una fotografia più intima e personale. Lavorano come freelance collaborando con l’agenzia statunitense Redux Pictures. Fra i loro lavori più recenti una serie di storie sul conflitto nella regione del Donbass, in Ucraina, reportages sulle conseguenze dell’inquinamento nella aree contaminate in Italia, i pellegrinaggi religiosi nell’era di Papa Francesco, la rivoluzione di Maidan (lavoro esibito nel 2014 a Malmö e Hannover per il “Lumix Festival for Young Photojournalism, e vincitore di molteplici menzioni speciali al NPPA Best of Photojournalism). I loro lavori sono regolarmente pubblicati sulla stampa internazionale in magazine quali Der Spiegel, Time, The Sunday Times, Cicero, Il Venerdì, Pagina 99, East e molti altri.
Nel corso del 2014 hanno pubblicato due libri, “Daily Bread” (T&G publishing – www.tgpublishing.com.au) lavoro esibito nel 2014 in Giappone (Reminders Stronghold Gallery), Svezia (Vasli Souza Galleri) e Italia (Interzone Galleria) e “Same Tense” (Witty Kiwi books – www.wittykiwi.com).

ForcellaForcellaForcella


Andrea Morani

Andrea Morani è nato a Maglie in provincia di Lecce, il 16 aprile 1982. Cresce nel Salento fino all’ età di vent’anni. Si trasferisce poi a Roma dove intraprende gli studi nel settore sanitario e lavora principalmente come modello per le belle arti, tra cui il CSF Adams, collaborazione che dura tutt’ora. Proprio attraverso il lavoro di modello ha inizio l’interesse per l’arte. L’approccio con la fotografia arriva solo nel 2012, con il ritorno in Salento. L’esperienza lavorativa nella capitale gli fa vedere la terra natia con occhi nuovi, ed è qui che la sua attività artistica si sviluppa e trae maggior ispirazione.

Andrea MoraniAndrea MoraniAndrea Morani


Angelica Morini

Nasce vicino Roma il 4 gennaio 1988 . Vive e studia in diversi luoghi dati i numerosi spostamenti familiari. Ma nel 2010 si ritrasferisce a Roma e si avvicina alla fotografia motivata dalle emozioni che l’incontro di culture e genti, nel corso dei suoi numerosi viaggi, provocano in lei. Nel 2013 intraprende un percorso fotografico presso il Centro sperimentale di fotografia CSF Adams. Si dedica alla fotografia di reportage con particolare attenzione alla fotografia sociale. Sceglie di intraprendere campi di lavoro volontario per avere la possibilità di entrare in contatto con le usanze , le abitudini e a volte le sofferenze dei popoli, tirandone fuori dei reportage. Tra i lavori più recenti un progetto su Cuba e “Walls” un reportage sulla Palestina realizzato nell’estate del 2014 durante l’operazione militare Israeliana “Protective Edge”.

Angelica MoriniAngelica MoriniAngelica Morini


Luca Prestia

Luca Prestia è nato a Torino nel 1971. Si è laureato in Storia moderna presso l’Università degli Studi di Torino, dove ha anche conseguito il dottorato di ricerca nella medesima disciplina. Ha cominciato a fotografare come freelance negli anni Novanta, e dal 2000 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Ha collaborato nella produzione di alcuni documentari a sfondo sociale in qualità di fotografo di scena e di backstage; le sue immagini sono state pubblicate su riviste (italiane e straniere) e su quotidiani cartacei e online (per esempio «La stampa», «la Repubblica», «tg24.sky.it») e sono state utilizzate come copertine di libri. Da qualche anno, il suo interesse è perlopiù rivolto alla fotografia di paesaggio e documentaria (sia analogica sia digitale). Il suo ultimo lavoro, concluso nell’estate del 2014, è Confine di S[s]tato, ora pubblicato in un volume fotografico.
Il suo sito web è: www.cargocollective.com/lucaprestia

Luca PrestiaLuca PrestiaLuca Prestia

Mostre Collettive:

“Luce, Forma e Figurazione”

Registrazione della luce, registrazione della forma, delle trasparenze e delle ombre di un oggetto, orientamento metafisico o astratto come il lascito di maggior consapevolezza della modernità del Novecento nella nostra contemporaneità. Pratiche ordinatorie di indagine e nuova definizione dello spazio, inusuali scritture percettive.[…] continua

Gli autori

Alberto Chiappi
Emanuela Coppola
Federico Dalla Battista
Federica Di Benedetto
Alessandro Fiaschetti
Frederik Lybeshari
Massimiliano Marsella
Andrea Pellegrini
Michelangelo Polignano
Riccardo Pompili
Giulia Salvatori
Anja Carolin Saavedra-Lux
Maria Cecilia Signorini
Giuseppe Vitale


“Ritraendo”

Della sua fortunata attività di ritrattista, Leonardo da Vinci disse: “Non si dipingono caratteri fisici, si dipinge ciò che è nella mente”. Quattrocento anni dopo, Paul L. Anderson scrisse nel suo volume sull’arte della fotografia The Fine Art of Photography (1919) “…il miglior ritrattista è colui che unisce in sé al massimo grado la capacità di comprendere il carattere del soggetto, la conoscenza degli effetti di luce e ombra e la padronanza delle tecniche da usare. È necessario di conseguenza che nessuno trascuri l’importanza dello studio.” […] continua

Gli autori

Andrea Antonini
Alessandra Aragona
Claudia Colella
Antonio Conte
Cristina Luciani
Nour Melehi
Sibilla Mercuri
Antonia Mosca
Giuseppe Vitale


“Sovrascritture sensibili”

Tempo circolare, Tempo rettilineo.
Due modi di concepire l’esistenza della natura e quella degli uomini, nel mondo o oltre il mondo. Nella conclusione o nel ritorno, mediante ragione o attraverso rivelazione. Niente è più silenzioso del passaggio del Tempo che ci sfiora; sempre presente, talmente presente da farsi dimenticare. La morte muore con la vita. Muore essa stessa con la morte che ha procurato, perché laddove cessa la vita, si estingue anche la morte. […] continua

Gli autori

Gaia Adducchio
Chiara Antoni
Franco Gerino
Floriana Giuri
Marina Giuri
Danila Labia
Roberto Masi
Flavia Nunzi
Gianfranco Pernice
Michela Tiberi


“L’altro ritratto di sé”

Il filosofo francese Jean Luc Nancy nel suo libro Il ritratto e il suo sguardo, parlando di un autoritratto di Johannes Gummp del 1646 scrive: “Come molti autoritratti non è tanto dedicato alla rappresentazione di una persona quanto alla rappresentazione dell’atto o del processo della rappresnetazione”. […] continua

Gli autori

Noemi Gentiluomo
Aura Monsalves
Sabrina Polimeni